Cosa spinge un brillante (almeno così dicono) ricercatore ad abbandonare una carriera nelle organizzazioni internazionali e far ritorno in questa valle di lacrime chiamata Italia, al vecchio lavoro in un istituto di ricerca pubblico, con lo stipendio pubblico, la qualità del lavoro pubblico e l'attenzione del governo attuale alla qualità della PA? A parte le questioni personali, che non saranno mai oggetto di questo blog, il privilegio di poter vivere a Roma, che mi viene invidiato da quasi tutti coloro che ho incontrato in giro per il mondo, il fatto che amo questo paese sgarrupato, e la sempre più flebile speranza che le cose possano tornare a migliorare prima o poi. Sono pazzo?
0 commenti:
Posta un commento